

“Un giorno favorevole per la libertà religiosa”. Queste parole,
pronunciate dal prof. Ghererd Besier mi fanno passare molte notti insonni. Quella della tolleranza spesso è una lotta impari. Da una parte la follia degli uomini,
frutto non solo di una fragile psicologia ma anche di una barbara mania, quella di violare i diritti fondamentali di tutti gli esseri viventi, animali compresi. Non è
necessario essere filosofi o scienziati, o vestirsi con gli abiti degli illuministi per rendersi conto che l’uomo è un soggetto pericoloso. Generazioni di uomini meno
imperfetti hanno lottato per un ideale, condiviso o no, non ha importanza. Un ideale partorito da un pensiero nobile: Essere liberi! Si è liberi quando si rispettano
i diritti degli altri, quando nel nostro vocabolario non troviamo le parole intolleranza, superiorità di etnia, e possiamo agire e muoverci senza il timore che ci
arrivi una fucilata.
Oggi, nel 2021 l’uomo folle cavalca ancora con la spada in mano un indomito destriero, perché è la spada che fa la differenza. Mi vengono in mente
le parole che l’eroico paladino Rinaldo rivolge al cugino Orlando mentre rovinosamente è a terra: “Ah, vili, questa è la tua omirtà, che vòi
feririmi mentre che sono senza spata a mano? Sì, è la spada, il potere che spinge i folli a colpire gli indifesi. Il vile e figlio di… bagiana è il potere della
Federazione Russa che toglie la libertà ad un gruppo minoritario conosciuto in tutto il pianeta per essere i suoi componenti, costruttori di pace. Ahimè un potere che
scandalizza ben poco una umanità distratta ed egoista. Il prof. Ghererd Besier, per l’appunto ebbe a scrivere questo titolo:
“Un giorno favorevole per la libertà religiosa”
Quello che sta succedendo in Russia oggi, ricalca quello che è
successo in Germania alcuni lustri addietro. I fatti, per come si sono svolti e con un epilogo inaspettato per i nostri detrattori e persecutori, dovrebbero insegnare
molto le istituzioni politiche e religiose russe.
In Germania si è dibattuto nelle più alte corti il riconoscimento dei
Testimoni di Geova da parte dello Stato. Gli oppositori dei Testimoni di Geova hanno tentato di far negare questo riconoscimento cercando di evidenziare un presunto
«conflitto» tra la lealtà allo Stato e la posizione dei Testimoni in materia politica. È, infatti, noto che i Testimoni in politica sono completamente neutrali, una
neutralità che si realizza anche nella loro astensione dal voto.
Il 19 dicembre il Secondo Senato della Corte Federale Costituzionale (BVG) della Germania doveva deliberare su un ricorso dei testimoni di Geova tedeschi. Nel 1991 la
comunità religiosa aveva presentato a Berlino richiesta di riconoscimento dello stato giuridico (KdöR), che la Corte Federale Amministrativa (BVerwG) aveva respinto il
26 giugno 1997, basando la sua convinzione sul fatto che i “Testimoni” mancassero della dovuta lealtà allo stato. Con intensa attenzione le comunità religiose stavano
ad osservare come la Corte Suprema avrebbe valutato lo stato delle cose.
Chi lesse la sentenza del BVG non poté credere ai propri occhi leggendo i commenti usciti sui giornali il giorno dopo. Sia i giornali liberali che quelli conservatori
sembravano non voler capire che questa sentenza dovesse significare una frana politico-religiosa simile alla “sentenza-capestro” di cinque anni prima. È certamente
necessario metter da parte gli eventuali timori di una “rivalutazione” di religioni già “fondamentaliste” o, da un’altra prospettiva, una “svalutazione” delle “chiese
ufficiali”.
Gli oppositori però hanno fallito in questo intento perché la Corte Suprema della Federazione tedesca ha dato loro torto.
Pochi giorni dopo sul giornale Die è apparso un interessante articolo del prof. Ghererd Besier dal titolo “Un giorno favorevole per la libertà
religiosa” [Ein guter Tag für die Religionsfreiheit] nel quale il prof. Besier presenta delle interessantissime riflessioni sull’eventuale conflitto tra la lealtà allo
Stato e la lealtà alla propria religione con, nello sfondo, il riconoscimento di quest’ultima da parte dello Stato.
Siamo in grado di fornirvi in italiano questo illuminante articolo.
La Corte Federale Costituzionale annullò la sentenza della Corte Federale Amministrativa, ritenendola lesiva del
diritto di uguaglianza sancito dalla Costituzione a tutte le comunità religiose, e rinviando il caso alla Corte Federale Amministrativa. L’ampia motivazione della
Corte Costituzionale si basava sui seguenti criteri: “Una comunità religiosa, per acquisire il riconoscimento dello stato giuridico, dev’essere ossequente alle leggi”.
Vale a dire che “deve garantire la sua ubbidienza alle leggi vigenti e l’esercizio del potere sovrano conferitole solo se in sintonia con le leggi costituzionali e
con altri obblighi legali”. Deve garantire inoltre che la sua futura attività non comprometta determinati principi costituzionali fondamentali. Come tali vanno intesi
sia gli altrui diritti costituzionali tutelati dallo Stato che i principi fondamentali del diritto alla libertà religiosa e della religione di Stato sancito dalla
Costituzione. “La Costituzione non richiede che la lealtà allo Stato oltrepassi questi limiti”.
La Corte Costituzionale è del parere che i testimoni di Geova, in virtù del loro concreto comportamento, non diano alcun motivo di dubitare della loro ubbidienza alle leggi. Lo Stato non deve giudicare i loro principi religiosi né la loro struttura organizzativa, per non venire meno al dovere di neutralità al quale deve attenersi nei confronti di tutte le comunità religiose. È stato sottolineato ancora una volta da Hassemer, relatore e giudice della Corte Costituzionale, che nella Repubblica Federale Tedesca non dovrebbero esistere religioni di stato e che nessuna comunità religiosa possa di conseguenza pretendere speciali privilegi rispetto alle altre religioni. Che non debba fare testo l’opinione che ciascuna religione ha delle altre. Questo principio di parità di tutte le religioni e confessioni è stato nuovamente enfatizzato dalla Corte Costituzionale in sintonia con la nostra Costituzione.
Nel proseguo della motivazione della sentenza si legge inoltre che il riconoscimento dello stato giuridico non
autorizza lo Stato a pretendere dalle comunità religiose una speciale lealtà in contraccambio del potere sovrano e dei privilegi conferiti a loro. Piuttosto, questo
speciale stato giuridico serve allo sviluppo del loro specifico carattere religioso. La Corte Costituzionale confermò che lo stato giuridico conferisce ad
un’istituzione una posizione privilegiata nella società rispetto allo stato di diritto privato: accanto ad altri favori, maggiori possibilità d’influenza, che
comunque accrescono anche il pericolo di eventuali abusi.

La Corte Costituzionale confermò anche il diritto a riserve morali
dettate da convinzioni religiose verso leggi statali. In casi limite i membri di una
comunità religiosa potrebbero dare ai loro princìpi religiosi la priorità sulle
leggi dello Stato. Anche questo comportamento non compromette il diritto al
conseguimento dello stato giuridico.
I testimoni di Geova non mirano a
sovvertire lo Stato costituzionale. Piuttosto, hanno mantenuto verso ogni
autorità superiore una posizione neutrale. D’altra parte hanno anche mostrato
rispetto allo Stato costituzionale riconoscendolo come un transitorio ordine
sociale tollerato da Dio. Veramente, lo Stato costituzionale si aspetterebbe che
i suoi cittadini vadano a votare, tuttavia non esiste alcun obbligo in tal senso.
L’astensione dalle elezioni non lede alcun principio democratico e non mira a
destabilizzare la democrazia.
Alla controparte rappresentata dalla Corte Amministrativa resta
l’incombenza di produrre le prove che i testimoni di Geova danneggino il bene altrui. I delegati al controllo delle sette da parte delle “chiese ufficiali” affermano
che i princìpi educativi impartiti dai testimoni di Geova ai loro figli compromettano
il loro benessere.
Tuttavia questo è contraddetto dai processi su cause
familiari, in cui vengono eseguite anche perizie psicologiche.
Comunque vadano le cose nel futuro, per il diritto costituzionale della libertà
religiosa il 19 dicembre 2000 è stato un grande giorno.
Tratto dal Die Welt del 28 dicembre 2000 pag. 8 Un’altra vittoria dei Testimoni che, secondo Besier, Professore di storia
ecclesiastica all’Università di Heidelberg, va a vantaggio della libertà di tutte
le religioni. Ancora una volta i Testimoni di Geova si sono dimostrati un
baluardo delle libertà civili, a differenza di come sono falsamente presentati
dagli oppositori
| Ti è piaciuto questo articolo? Se desideri ulteriori informazioni, scrivici! |


Tutti i diritti sono riservati. È permessa la riproduzione totale o parziale del materiale presente solo a fini NON COMMERCIALI e citando SEMPRE la fonte
(tdgonline.org/)
Copyright 2000-2027
realizzazione CSSSS